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Salute on line: quando il Dottor Web sbaglia diagnosi

  • 23
  • 11
  • 2017

Notizie non verificate rendono vulnerabile il paziente online, serve un osservatorio nazionale per la  certificazione dei contenuti a garanzia di chi fa ricerche sul web: ecco come difendersi

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Si moltiplicano i punti di accesso all’informazione ma quella on line non sempre è verificata o trasmessa da fonti attendibili: la salute, la sofferenza, la malattia sono temi delicati che toccano profondamente le persone che ne sono coinvolte. Ecco perché le ricerche online su questi argomenti sono aumentate vertiginosamente. Ma quali sono i motivi che spingono le persone ad affidarsi sempre più di frequente alle ricerche su Internet per problemi legati alla salute? È l’osservatorio di Medicalbox, piattaforma di prenotazioni medico-specialistiche on line, a darci le risposte:

  • Desiderio di essere più informati
  • La digitalizzazione e l’utilizzo sempre più diffuso dello smartphone e delle app
  • Cambio di mentalità: vogliamo avere tutte le risposte subito
  • Necessità di abbassare il livello di ansia legato alla propria salute
  • Desiderio di approfondire le informazioni ricevute dal medico
  • Desiderio di avere approfondimenti sugli esiti degli esami diagnostici
  • Necessità di maggiori informazioni su sintomi o percorsi di cura
  • Ricerca di strutture elettive o specialisti rinomati per patologie particolari
  • Ricerca di terapie innovative/alternative
  • Confronto con altre persone affette dalla stessa patologia

L’utilizzo dello smartphone per qualsiasi ricerca di informazione è divenuto ormai un gesto quotidiano irrinunciabile: la ricerca dell’hotel, gli esiti della partita di calcio e… se spunta una macchia sulla pelle si cerca la diagnosi su Internet!

«È per rispondere a questo importante bisogno di informazione che devono entrare in gioco i player della sanità – spiega Francesco Ruffolo, Ceo di Medicalbox -: strutture private, centri medici, enti e presidi della sanità pubblica che fino a poco tempo fa vedevano Internet come uno spettro, con una mentalità più web oriented avrebbero per la prima volta a disposizione uno strumento potentissimo e la possibilità di comunicare direttamente al paziente finale proprio nel momento del “bisogno”».

In questo modo l’ospedale, la struttura medica ma anche il singolo medico specialista, possono dare informazioni sulle patologie che trattano, sulle terapie, sui macchinari elettromedicali disponibili, rendendo il paziente più informato e, soprattutto, più preparato sui temi della qualità della cura e della terapia. È indispensabile fare buona informazione sul web, che è attualmente il luogo dove incontrare la domanda. E sono le strutture mediche accreditate a doversi fare carico di questo onere: la comunicazione sanitaria corretta e scientificamente provata.

«Si parla già da tempo di istituire un osservatorio nazionale per la certificazione dei contenuti in tema di sanità, a garanzia di chi fa ricerche sul web. Un contenuto non appropriato su una determinata patologia o terapia – puntualizza Francesco Ruffolo – può incidere anche sul fattore emotivo della persona, per questo è importante una affidabilità dei contenuti poiché, se non verificati, rendono vulnerabile il paziente on line: o troppo pessimista o al contrario troppo ottimista, con le conseguenti ricadute. Una notizia sbagliata può portare all’acquisto di un farmaco sbagliato, può generare ansia, cattivo umore….».

Dal momento che il web sarà sempre più fondamentale per il primo approccio informativo, ecco come difendersi dalle notizie sbagliate:

  • Non fidarsi dei primi risultati delle ricerche: i primi ad apparire nella pagina di ricerca (serp) di Google hanno sicuramente sponsorizzato bene la propria struttura o il contenuto, ma questo non garantisce che il risultato sia il più appropriato per il sintomo ricercato
  • Se possibile, orientare le ricerche su strutture medico/sanitarie o contenuti a firma di medici o operatori specializzati, meglio se conosciuti o noti
  • Essere molti accurati e scrupolosi nella ricerca della fonte dell’informazione
  • Evitare cure fai da te, la ricerca di informazioni on line deve comunque portare dal medico
  • Utilizzare il web solo come strumento di informazione iniziale, per prenotare una visita o per collegarsi tramite mail o video-consulto con medici specialisti
  • Non affidarsi agli “esperti” che abbondano su Internet, per assumere farmaci o integratori
  • Fare attenzione alle pubblicità nascoste, per esempio, nei forum o nelle finte recensioni
  • Non credere agli hater, agli “odiatori” sui social network o alle teorie mediche che girano su internet ma fare sempre riferimento al medico di base

 

Il web evolve a velocità vertiginosa e a breve avremo strumenti ancora più tecnologici e specializzati per far stare meglio le persone ma, anche per quanto riguarda l’e-health, il fattore umano resta basilare nella cura della persona. Medici, specialisti, operatori della sanità e tecnologia avanzata: sarà questo il connubio che porterà verso un sempre maggior benessere nella vita quotidiana delle persone.

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