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Mailing List is Queen

  • 09
  • 09
  • 2015

Content is King, siamo tutti d’accordo, ma se non sai a chi inviarlo…

 

Conosco addetti stampa che preferirebbero darti il portafoglio, qualcuno forse anche la moglie, piuttosto che condividere la loro mailing list.

Ho assistito su gruppi di discussione e forum a diatribe infinite scoppiate sull’opportunità di condividere con il cliente che ne aveva fatto richiesta, l’elenco delle testate e dei giornalisti ai quali venivano inviati i comunicati.

Certo, dovrebbe bastare la rassegna stampa per verificare il buon lavoro svolto dall’ufficio stampa, tuttavia si può aggirare facilmente il problema inviando al cliente il mero elenco delle testate e delle redazioni. Omettendo i numeri di cellulare ed i contatti diretti, naturalmente.

Ma perché l’oggetto del contendere, la mailing list appunto, è così ambita e contesa? Perché è il frutto di un lungo e faticoso lavoro di costruzione di relazioni, di accreditamento e di fiducia, cruciale se non determinante per ogni professionista della comunicazione.

La mailing list costituisce un vero e proprio tesoro per l’addetto stampa, così come l’agenda con i numeri di telefono e i contatti delle personalità di spicco, delle segreterie e delle fonti di informazione più disparate lo è per un giornalista.

Costruita in base al settore di appartenenza del cliente ed agli obiettivi di comunicazione, dovrà poi essere coltivata e aggiornata per poter svolgere appieno la sua funzione, vale a dire veicolare i comunicati stampa laddove hanno maggiori possibilità di essere visti e, forse, pubblicati.

Il consiglio è, quindi, di dedicare molto tempo alla relazione con i giornalisti e di verificare con una certa frequenza le loro funzioni. Il giro di valzer delle redazioni è piuttosto vorticoso e potreste scoprire che il giornalista che fino a ieri si occupava di economia oggi è stato destinato alla cronaca, e viceversa. Meglio saperlo prima di aver lanciato un comunicato stampa, anziché scoprirlo dopo aver bucato più volte la pubblicazione.

Se ne avete la possibilità, andate personalmente nelle redazioni, fatevi conoscere, stringete relazioni di valore. L’ufficio stampa deve uscire dalla torre d’avorio, l’era della condivisione lo impone. E se non ne avete il tempo o le vostre esigenze di comunicazione non sono tali da richiedere l’allestimento di una struttura interna, ci siamo sempre noi… per attività spot o esigenze su singoli eventi, ma anche per contratti continuativi con una struttura snella ed efficiente per un supporto valido e professionale. Contattateci, abbiamo la soluzione giusta per voi.

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