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La Commissione europea e la lotta alla disinformazione online

  • 29
  • 10
  • 2019

La lotta alla disinformazione online e alle fake news registra un passo importante: la Commissione europea ha infatti pubblicato oggi la prima autovalutazione annuale dei firmatari del Codice di condotta sulla disinformazione (Google, Facebook, Twitter, Microsoft, Mozilla e alcune associazioni di categoria) per effettuare una valutazione globale dell’efficacia del codice da presentare all’inizio del 2020.

Nelle valutazioni sono state inserite le politiche, i processi e le azioni intraprese per realizzare gli impegni previsti dal codice in questo suo primo anno di attività.

Da quanto emerge, le azioni riguardano principalmente l’interruzione degli incentivi pubblicitari e di monetizzazione per i fornitori di disinformazione, la trasparenza della pubblicità politica e l’integrità dei servizi contro account e comportamenti non autentici (fake).

Anche se dalle relazioni si coglie una certa intensificazione degli sforzi congiunti tra le piattaforme e le altre parti interessate, inclusi ispettori, ricercatori, società civile e autorità nazionali, per migliorare la resilienza dei servizi delle piattaforme contro varie forme di intromissione e manipolazione dei media e per diluire la distribuzione della disinformazione, la fornitura di dati e strumenti alla comunità di ricerca è ancora episodica e arbitraria e non risponde a tutte le esigenze di ricerca. Inoltre, la cooperazione con verificatori di fatti in tutta l’Ue è ancora sporadica e senza una copertura completa di tutti gli Stati membri e delle lingue dell’Ue.

Infine, una nota positiva: le relazioni indicano che i firmatari delle associazioni di categoria lo scorso anno hanno sensibilizzato e hanno promosso l’adozione del Codice tra i loro associati.

In sintesi, quello che sembra emergere da questo primo step di verifica è che il contrasto alla disinformazione online non è cosa semplice né attuabile in tempi brevi, tuttavia occorre riconoscere lo sforzo messo in atto dalla Commissione europea per attivare un sistema virtuoso che coinvolga tutti gli attori della Rete.

In questo importante progetto tuttavia manca un attore, forse il più importante, vale a dire il “lettore” delle fake news, l’utilizzatore dei social media. Varrebbe la pena, secondo me, stanziare fondi per informare e formare le persone all’utilizzo di Internet. Dovremmo diventare insomma tutti un po’ esperti di fact checking e non cedere alla tentazione, davvero potente, di lasciarsi trasportare dalla corrente o per meglio dire dal like e dalla condivisione facile.

Navigare informati, è davvero sempre più urgente e necessario.

 

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