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Diversamente informati

  • 03
  • 10
  • 2014

Promuovere l’accessibilità ai media da parte dei disabili al centro di un convegno Corecom a Palazzo Pirelli: abbattere le web-barriere è una priorità

Mi ha colpito proprio in questi giorni visualizzare, accanto alla diretta streaming degli eventi in programma nell’ambito dell’Innovation Week, la “traduzione” simultanea dell’operatrice tecnica della comunicazione Lis (lingua italiana dei segni). E’ un gesto di civiltà ma soprattutto un segnale forte nei confronti di tutti gli operatori della Rete affinché si adeguino a quelli che, a mio avviso, sono standard di qualità oltre che manifestazioni di un’attenzione nei confronti dei non udenti e più in generale delle persone con disabilità. Ecco perché oggi, quando ho visto il comunicato inviato dalla struttura stampa del Consiglio regionale lombardo, ho subito colto questo importante segnale lanciato dall’ente attraverso il convegno organizzato dal Corecom Lombardia, il Comitato regionale che svolge attività di governo, di garanzia e di controllo in tema di comunicazione.
L’obiettivo del convegno era quello di migliorare le possibilità di accesso e di interazione coi media da parte di chi quotidianamente convive con problemi di disabilità e accrescere su queste problematiche la consapevolezza e la sensibilità degli operatori della comunicazione.

“Il convegno di oggi organizzato dal Corecom coglie nel segno e contribuisce a porre l’accento su un tema di grandissima importanza, ricco di risvolti, ma che non sempre gode dell’attenzione necessaria – ha detto il presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo, introducendo i lavori -. Il Consiglio regionale della Lombardia non sottovaluta questo aspetto e vuole contribuire a promuovere sempre più la cultura dell’accesso all’informazione da parte di tutti, consapevoli che la civiltà di un popolo si misura anche dalla sua capacità di non lasciare indietro chi è in difficoltà. È per questo che – ha concluso Cattaneo -, all’interno della legge regionale che riguarda la comunicazione, introdurremo come parametro di qualità misure a favore delle persone con disabilità con l’obiettivo di rendere l’informazione sempre più alla portata di tutti”.
“Le istituzioni devono sensibilizzare i media su queste tematiche per semplificare la vita dei cittadini affetti da disabilità, ma anche avanzare proposte concrete come quelle di cui si è parlato oggi – ha detto la presidente del Corecom Lombardia Federica Zanella -: dobbiamo promuovere l’inserimento di incentivi specifici in una legge regionale sull’editoria e diffondere la conoscenza del corso messo a disposizione gratuitamente dall’Istituto dei Ciechi per gli operatori e i giornalisti che operano sul web”.

Ho fatto una veloce ricerca per comprendere meglio quali sono le tecnologie oggi disponibili per consentire l’accesso a Internet, per esempio, a un non vedente (fonte: Unione Ciechi):
  • lo screen-reader munito di sintesi vocale incorporata o anche esterna, è un software che un disabile visivo può installare anche autonomamente
  • Sintesi vocale comandata dallo screen-reader. Può essere software o hardware. Quelle software, possono essere incorporate nello screen-reader o aggiuntive.
  • Display braille, componente hardware, anch’esso comandato dallo screen-reader
E’ indispensabile, per poter usare queste tecnologie assistive, che le pagine web siano programmate in modo da essere accessibili ai software e hardware sopra descritti.
Questo è solo un esempio, ma sono tante le categorie di persone che hanno difficoltà di accesso ad Internet quali per esempio, restando nelle disabilità visive, gli ipovedenti ed i daltonici. Ai quali si aggiungono i sordi e le persone che non possono utilizzare mouse e tastiera a causa di problematiche alle mani e agli altri superiori…
E dunque, se una società evoluta è tale quando si preoccupa di non lasciare indietro i più deboli e indifesi, questo è indubbiamente un segnale importante lanciato dalle istituzioni al quale, si spera, faranno seguito azioni concrete.

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